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Con questo articolo inauguriamo un'iniziativa nuova su Trendynail.

Parliamo tutti i giorni di cosmetici e smalti, delle nuove tendenze.

Ci interessiamo alla singola sfumatura, al confezionamento... ma non siete curiose di sapere che viaggio fa il nostro cosmetico preferito da quando nasce a quando arriva nelle nostre mani?

E allora ecco l'idea:

intervistare tutte le case cosmetiche o distributrici in Italia
dei prodotti più amati

per ampliare la nostra conoscenza in merito e perche' no per toglierci anche qualche curiosità sul background di questo mondo stupendo!

Troverete una nuova categoria che raccoglie questo genere di articoli ed e' la seguente: Interview.

La prima casa a cui ci siamo rivolti e' la O.P.I., marca professionale di smalti amatissima in tutto il mondo.
La O.P.I. e' una ditta america che produce lacche per unghie dal 1981.


E' amatissima e seguitissima sul mercato mondiale e durante l'anno produce varie collezioni ma in genere possiamo avere: la primaverile/estiva, l'autunnale/invernale e la natalizia.

Contestualmente piovono spesso delle deliziose collezioni limited edition abbinate a film o ad eventi particolari.
Tanto per fare qualche esempio recente: Alice in wonderland, Shrek e prossimamente la Burlesque abbinata al film con Christina Aguilera e Cher.


Dal 2001 questa prestigiosa marca viene distribuita in Italia dalla Fabyline ditta con sede a Vercelli che rappresenta anche case come la : Trind , Bibò e la Color Club.

Un grazie alla Fabyline nella persona di Alessandro Viale per aver accettato di rispondere alle nostre domande :-)

1)Opi e' nota per la qualità dei suoi smalti, ci puoi indicare le qualità che differenziano uno smalto Opi da altri (confezionamento, ingredienti...)?

Ciao Astasia e grazie per lo spazio dedicatoci.
Un dato su tutti fa capire l'effettiva qualità di uno smalto OPI.
Pensate che quando si ha un mano un flaconcino di smalto si hanno in mano 15 brevetti diversi registrati da OPI.
Si parte dalla forma del boccettino fino al fantastico pennello prowide brush, unico al mondo per la sua sensibilità e professionalità.


2)Purtroppo dove c'e' successo spesso c'e' anche contraffazione, come possiamo difenderci dal falso e come possiamo riconoscere se lo smalto OPI che abbiamo acquistato e' originale?

"Prevenire è sempre meglio che curare" come diceva un noto spot.
I prodotti contraffatti soprattutto vengono distribuiti sul web.
Pertanto consigliamo le nostre lettrici di acquistare da shop on line ufficiali (per l'Italia www.opishop.it).

Come riconoscere uno smalto contraffatto?

Semplicissimo, basta verificare sotto l'etichetta dello smalto se vi è apposta la seconda etichetta OPI con l'indicazione dei componenti contentuti.
Oppure verificare il numero di serie stampato in alto rilievo sul boccettino.
In generale per gli smalti distribuiti in Italia, l'etichetta di Faby Line trasparente sul flacconcino è sinonimo di autenticità.


3) Come vengono scelte le collezioni che verranno distribuite in Italia?

In generale in Italia vengono distribuite tutte le collezioni uscite direttamente dalla fabbrica di OPI.
Attualmente tutte le collezioni di OPI sono commercializzate sul territorio nazionale.
Unica eccezione è la collezione legata alla catena Sephora, che non è distribuita sul territorio Italiano.


4) Rispetto all'uscita in America quanto tempo passa di solito prima che una collezione sia presentata in Italia?

La tendenza riguarda quasi tutto il mercato europeo, le collezioni semestrali vengono quasi sempre presentate in coincidenza dei grandi eventi fieristici come il cosmoprof (per la collezione primavera-estate) e la fiera di Milano (per la collezione autunnno-inverno).
In media le varie collezioni vengono lanciate circa 15 giorni dopo rispetto al mercato americano


5) Come viaggiano gli "smalti" (nave, aereo... :-) ) e come sono protetti durante il lungo viaggio dall'America?

Le spedizioni vengono effettuate tramite Nave e Aereo.
Tutto il materiale fornito arriva direttamente dalla California, niente viene prodotto in Europa. Lo smercio dei cartoni, protetti dal sigillo di garanzia di OPI avviene poi presso Amsterdam, dove vengono poi direzionati verso la città di Vercelli, dove Faby Line ha il deposito di stoccaggio di tutti gli smalti per tutta l'Italia.

6) Come si legge il "codice" assegnato ad ogni smalto?

Il codice è semplicissimo da leggere, ogni smalto ha un codice diverso per referenza. Prendiamo per esempio il famosissimo You don't know Jacques: il suo codice è NLF15 ed è riportato nell'etichetta sotto lo smalto.
La sigla NL indica la parola Nail Lacquer (lacca per unghie) F ricorda la collezione France e 15 e il numero dello smalto.
Lo stesso smalto viene poi riproposto anche nella collezione Matte e allora il codice cambia in NMF15.



7) A quali controlli deve sottostare il prodotto che viene importato in Italia?

Il discorso è abbastanza complesso, perchè ogni prodotto per essere distribuito in Italia deve sottostare alle leggi imposte dal ministero della sanità italiana e anche di quella europea.
Vengono quindi effettuati, tramite noi di Faby Line, dei controlli riguardanti le normative di sicurezza sui prodotti.
Le avvertenze, l'etichettatura e le schede chimiche vengono poi spedite all'autorità competente, che le deve successivamente prendere in esame ed approvare.


8) Il mercato italiano che colori predilige per OPI?

I colori?
essenzialmente diciamo che piaccino tutti quanti e di questi ne siamo veramente molto felici.

Il tipo di clientela è molto qualitativa, questo accomuna tutti i nostro consumatori, che amano l'assoluta qualità che OPI esprime.
I colori che tuttavia sono più ricercati sono quelli in tendenza con le ultime novità di moda, quindi passiamo dal famoso verde Jade is the new Black della collezione Hong Kong al color talpa di Over the taupe.
Poi ci sono i grandissimi classici come il rosso di Big Apple Red o il rosa di Bubble Bath o il melanzana di Lincoln park after dark.



9) Un evento curioso o sorprendente riguardo ad Opi negli ultimi anni?

Una bella curiosità è sicuramente sapere come ha iniziato OPI a fare ricostruzione e poi smalti: l'azienda americana infatti ha iniziato riparando un dente con l'acrilico durante la ripresa di un film di Hollywood, OPI infatti significava Odontorium Products Inc!!

:-D

E con questo simpatico aneddoto la nostra prima intervista e' terminata, speriamo che vi sia piaciuta e che come noi abbiate potuto soddisfare qualche piccola curiosità.
Non esitate a lasciarci commenti e domande subito sotto al post :-).

Nella prossima intervista una casa che produce tutti i suoi prodotti in Italia... entreremo nelle catene di montaggio e sbirceremo i nostri prodotti preferiti fin da quando sono in "fasce"... :-)

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  1. Molto interessante l'intervista!
    Però mi pare non abbiate parlato degli ingredienti degli Opi, peccato!
    Comunque ottima iniziativa!
    Grazie!

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  2. waaa che bella idea che avete avuto ragazze!!

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  3. Anonimo, hai ragione!!!L'avevo messo quando avevo buttato giù la prima bozza!!!
    Lo aggiungo all'articolo!

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  4. Ottima idea quella di intervistare le case produttrici. Brave!

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  5. Bella idea davvero!!! BRAVE! :)

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  6. Davvero ottima idea quella d'intervistare le case produttrici.
    Intervista interessante, ma secondo me andava chiesto loro: "Come mai fate pagare così tanti soldi (alcuni smalti costano addirittura 18 euro) per uno smalto che viene prodotto in California e che da loro costa 3 o 4 dollari mentre da noi per una semplice "etichetta" viene venduto quasi al triplo del reale valore???
    E' un mio parere ma non comprei mai uno smalto Opi qui in Italia quando con le frontiere aperte in Europa lo si può pagare sei 6 euro con spese di spedizione che al massimo arrivano a 3 euro!!! E non penso che nel resto d'Europa vendono smalti contraffatti!!!

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  7. Federica l'intervista era per conoscere meglio il backgorund che c'e' dietro il prodotto finito mantenendo un tono leggero e simpatico e non per polemizzare per l'ennesima volta (ormai ne ho perso il conto) sul costo dello smalto...
    Quando vado a fare la spesa non vado a chiedere alla Barilla perche' mi fa pagare 1 kilo di pasta 1 euro quando magari a loro costerà pochi centesimi...
    Se il prodotto mi interessa lo compro...atrimenti lo lascio lì...
    In America costa meno? Beate loro... magari la Barilla lì costa il doppio!!! :-D

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  8. Io più che altro mi chiedo perché solo in Italia (almeno da quel che so), l'autenticità del prodotto sia conferita non già dalla OPI, l'azienda che FA tale prodotto, ma dalla società che li distribuisce in Italia :D

    Ovviamente le domande possono essere "leggere", ma avrei chiesto loro come funziona esattamente questo meccanismo, non mi pare sia polemico avere la curiosità di conoscere questo processo di "autenticazione" - soprattutto se è vero che tutto ciò porta ad un aumento fino a 15 euro, e oltre.
    Se non è vero, rimane ugualmente la voglia di sapere come mai prezzi così alti.

    Comunque, più aziende (esempio generalizzato) possono far pagare la pasta un euro al chilo: ma può darsi che l'azienda X impieghi materie prime eccellenti (e allora giustifico la spesa un po' più alta), mentre la Y no e gonfi solo i prezzi.
    A questo punto gli euro non sono tutti uguali, no?

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  9. Immagino che l'azienda che distribuisca il prodotto sia portavoce del marchio stesso essendo ufficializzata dalla casa.

    SmaltoItaliano...sapessi quante volte hanno dato le spiegazioni per questa questione... e ovviamente non va bene lo stesso perche' molto persone (giustamente o meno non entro nei meriti) continuano a riportare come riferimento il prezzo americano...

    Esatto per il discorso delle aziende e delle materie prime che impiegano, ma noi da fuori come possiamo valutare se la Barilla o la casa X che fanno pagare la pasta 1 euro impiegano entrambe prodotti ottimi o scadenti?
    Spesso la qualità dei prodotti e' apprezzabile altre volte e' mascherata...e quindi ci affidiamo alle nostre valutazioni, alle nostre tasche e alle nostre priorità.

    Quindi... non e' polemico il fatto di chiedere il perche' del costo del prodotto, ma personalmente non l'ho fatto perche' questo aspetto e' stato chiarito e richiarito una marea di volte dall'azienda...
    A questo punto o si accetta la sua versione o si contesta..ma alla fine non era questo lo scopo della mia iniziativa...
    I vostri interventi sono comunque tutti benvenuti... :-)

    Un saluto
    Astasia

    RispondiElimina

 
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